Physical computing per il supporto alla disabilità

Prototipazione, musica e disabilità: sono questi gli elementi del progetto, che mira a mettere insieme creatività e competenze ingegneristiche in un’attività, quella del Physical computing, che permette di far interagire ambiente digitale e mondo reale.

Per Physical computing, infatti, si intende la costruzione di oggetti interattivi, che attraverso sensori controllati da software siano in grado di interagire con l’ambiente circostante (il cosiddetto mondo analogico). Il tutto con grandi potenzialità di applicazione anche negli ambiti più creativi, come ad esempio, la musica.

Il progetto ha permesso infatti ai ragazzi del team di apprendere le tecniche di Physical computing proposte da Arduino e applicarle in un contesto nel quale la loro creatività sarà messa alla prova: la realizzazione di strumenti musicali elettronici interattivi che verranno utilizzati dall’Associazione Vivere di Chieri, che opera con persone disabili.

Il progetto è proposto dal gruppo studentesco Lights On, nato nell’anno accademico 2013/14 come progetto universitario all’interno dell’insegnamento “Cross­media” nel corso di Laurea in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione.

“Riteniamo che il physical computing sia un campo di forte interesse per un ingegnere del cinema essendo esattamente il settore in cui sono richieste sia le conoscenze ingegneristiche che quelle creative che caratterizzano il corso di laurea – spiegano i ragazzi del gruppo, che proseguono – Il progetto inoltre può essere di grande interesse non solo per ingegneri del cinema, ma anche per architetti, ingegneri informatici, designers e tutti gli studenti che siano interessati al mondo dei FabLab, dei Makerspace ed in generale dei laboratori di prototipazione”.

Il progetto si è articolato in due fasi: la prima aveva per obiettivo la realizzazione di una serie di incontri, con professionisti del settore, indirizzati alla comprensione e all’utilizzo di un ambiente di sviluppo per il physical computing (Arduino); la seconda ha permesso invece agli studenti partecipanti di mettere in pratica le competenze acquisite attraverso la realizzazione di "strumenti musicali elettronici interattivi",creati ad hoc per una associazione che si occupa di disabili e utilizza la musica come terapia.

Un’esperienza che ha permesso dunque agli studenti di capire come la tecnologia possa essere messa al servizio dei bisogni della società. Insieme all'Associazione Vivere di Chieri, gli studenti hanno potuto scoprire come utilizzare le nuove tecnologie per abbattere le barriere comunicative.

Al termine del progetto è stato realizzato un evento conclusivo, in cui gli studenti che hanno partecipato ai workshop hanno presentato i propri lavori e gli utenti dell’Associazione Vivere si sono esibiti in una performance.

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