DIRECT: pronto intervento per la documentazione in caso di catastrofi

Dalla geomatica, disciplina che studia le tecniche per acquisire, organizzare e rendere disponibili informazioni georeferenziate, può arrivare un aiuto nelle zone dove si sono verificati eventi catastrofici.

È questo il presupposto sul quale si basa il lavoro del gruppo DIRECT – DIsaster RECovery Team, unico team studentesco in Italia che si occupa di geomatica per la gestione di eventi catastrofici (sia nella fase di intervento immediato, sia in quella della post-emergenza), in collaborazione con la Protezione Civile nazionale. Un gruppo di lavoro interdisciplinare, con studenti di Architettura e di ingegneria, con competenze trasversali per affrontare tematiche complesse e delicate quali le emergenze ambientali o quelle relative al patrimonio culturale a rischio.

Gli studenti hanno potuto formarsi nel campo delle tecnologie avanzate del Rilievo Metrico 3D e del Telerilevamento con tecniche innovative, sperimentandone l’integrazione, da mettere a disposizione delle necessità di documentazione dell’ambiente e del patrimonio costruito in occasione delle emergenze ambientali, oppure destinate ai beni soggetti a emergenze continue.

I ragazzi, preparati con apposite attività formative, hanno potuto prendere parte ad esperienze pratiche prendendo parte al 6°campo scuola di Protezione Civile, che si è svolto a Torino  dal 15 al 18 maggio 2014.

Tra il 14 e il 18 Luglio 2014 si è svolto invece uno stage formativo a Morano sul Po, in collaborazione con la Protezione Civile provinciale, il Comune di Morano, l’associazione Il Cemento, la società HOLCIM.

Si tratta di un’area dotata di un ampio patrimonio industriale storico dismesso relativo all’industria del cemento, largamente sviluppatasi nel casalese all’inizio del ‘900, che è stata documentata con tecniche innovative (laser scanning terrestre, fotogrammetria RPAS e terrestre, tecniche GPS/GNNS); è stato inoltre realizzato un test di produzione  di  cartografia  fotografica  d’emergenza  in  area limitrofa al Po, ad elevato rischio di esondazione.

Emergenze culturali/ambientali oggetto dei rilievi:

1- Il cementificio Holcim

Il primo insediamento, fra il 1885 e il 1887, della cementeria di Morano sul Po (ora proprietà HOLCIM), comprendeva scalo ferroviario realizzato all’inizio del ‘900, già dismesso da tempo. L’ex stabilimento frutto di successivi potenziamenti ad opera di differenti società produttrici proprietarie degli insediamenti, è stato demolito fra il 2007 e il 2010.
L’ultimo proprietario, la Holcim, ha chiuso lo stabilimento del gennaio 2013. L’area deve essere quindi bonificata e rifunzionalizzata.
Il metodo di rilievo impiegato è stata la fotogrammetria RPAS, con un fitto appoggio topografico e georeferenziazione determinati con tecnica GPS/GNNS.

2- Ponte paraboloide

È stato eseguito un rilievo laser scanning terrestre orientato sia a documentare lo stato di conservazione, non ottimale, ma anche per comparare la struttura ad altri edifici della stessa epoca che come l’arco paraboloide di Morano costituiscono simboli delle prime manifestazioni ardite di strutture in cemento armato.

3- Stazione teleferica
Tra fine ‘800 e inizio ‘900 la presenza del fiume Po, la complessa morfologia della regione, gli alti costi di trasporto e la crescente domanda di spostamenti tra siti estrattivi e siti produttivi obbligarono ad abbandonare i mezzi tradizionali a favore delle teleferiche ritenute più moderne ed efficienti. Una prima teleferica lunga 1000 metri fu installata nel 1898 tra la miniera di Coniolo Borino e l’argine di Morano; altra importante infrastruttura fu quella realizzata nel 1908 dalla società Unione Italiana Cementi tra la miniera Palazzina di Coniolo e lo stabilimento di Morano in strada Balzola.
I piloni superstiti delle teleferiche sono stati individuati e georeferenziati con tecnica GPS/GNNS, le elaborazioni dei dati, insieme a quelle del ponte paraboloide, avranno il ruolo di ricostruire i tracciati di tali teleferiche.

4- Oratorio Fenoglio

Il centro ricreativo parrocchiale di Morano sul Po è stato realizzato per la comunità nel 1909.
Il salone - teatro (che ha ospitato il gruppo del Politecnico) è stato deturpato nel 1994 dalla costruzione di una copertura a due falde, mentre il fronte rimane allo stato originario.
È stato eseguito un rilievo laser scanning terrestre dell’intera struttura esterna, mentre per gli interni è stato rilevato unicamente il salone centrale.

5- La furnasetta

Questa struttura ha rilevante interesse storico-architettonico in quanto il suo primo impianto risale al 1906 quando i fratelli Buzzi decisero di spostare l’attività verso la produzione di leganti e di fondare un nuovo cementificio. La furnasetta è un immobile sotto vincolo fallimentare per cui l’accesso è interdetto, per questa ragione il rilievo è stato necessariamente progettato con sole tecniche senza la possibilità di effettuare sopralluoghi in loco.
Sono state eseguite scansioni laser terrestri e riprese fotogrammetriche terrestri da un basso fabbricato accessibile dalla sede stradale e soprattutto è stato realizzato un volo RPAS che ha ripreso l’intera area d’interesse e aree di contesto.

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REFERENTI ACCADEMICI:
Piero BOCCARDO (DIST/ITHACA)
Filiberto CHIABRANDO (assegnista DIATI/DAD) Andrea LINGUA (DIATI)
Paolo MASCHIO (lab Geomatica DIATI)
Nannina SPANO’ (DAD)
Fabio Giulio TONOLO (ITHACA)
 
COLLABORAZIONI:
Marco PIRAS (assegnista DIATI) Irene AICARDI (dottoranda DIATI)
Francesca NOARDO (dottoranda corso Beni architett. e paesaggistici, asseg. DIATI) Elisabetta DONADIO (dottoranda DAD)
Nives GRASSO (borsista DIATI)

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