Una canoa speciale per aiutare i mielolesi

Dai primi Anni Novanta del Novecento, il mondo canoistico italiano ha aperto le proprie porte ai disabili, offrendo la possibilità di passare dalla sport terapia ad un inserimento all’interno del mondo sportivo e sociale a tutto tondo. Oltre alla possibilità di potersi misurare con sé stessi, questo permette di confrontarsi con altri atleti in base alle capacità personali, con conseguenti notevoli benefici psico-fisici.

Il progetto “Adaptive Canoeing and Rowing”, condotto dal team studentesco Eng4Dis, nasce da un’esigenza concreta mostrata dall’Unità Spinale Unipolare dell’ospedale CTO di Torino: la necessità di specifici ausili in grado di risolvere le problematiche riscontrate durante la pratica sportiva e riabilitativa da parte di soggetti mielolesi.

Il team si è concentrato sulla realizzazione di un seggiolino per canoa, adattato per soggetti paraplegici con diversi tipi di lesione, ma in particolare il progetto era rivolto a persone nella fase dell’immediato post-trauma, che generalmente non hanno mai svolto attività sportiva e che devono riprendere coscienza delle proprie potenzialità.

Il seggiolino ha caratteristiche tecniche innovative, che vanno dalla possibilità di agganciare e sganciare lo schienale (a seconda dell’utilizzatore della canoa, adatta quindi sia a soggetti con lesioni che permettono di stare dritti senza supporto, sia a lesioni più alte nella colonna, che richiedono invece un supporto), alla possibilità di inserire speciali cuscini antidecubito, alla regolazione dell’altezza e dell’inclinazione.

I test a secco e in piscina hanno visto la partecipazione di esperti fisioterapisti del CUS Torino e sportivi che già praticavano la disciplina.

canoa1 canoa2 canoa3 canoa4 canoa5 canoa6 canoa7

© Politecnico di Torino - Credits